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Domenica, 22 Luglio 2018 22:03

L'urban trail 2018

E’ già alla sua quarta edizione, è poco più che una bambina, ma è già entrata nel cuore di Feltre e dei podisti.

L’Urban Trail è stata una scommessa vinta fin da subito, il cui successo ha contribuito a renderla un appuntamento consolidato, a tal punto che sembra sempre essere esistita, tanta è l’attesa e la partecipazione con cui agonisti e famiglie si danno appuntamento a Campogiorgio per apprezzare e ammirare le bellezze della città vecchia, del Telva e gli scorci suggestivi che il percorso consente di visitare.

Le pile frontali, poi, all’imbrunire fanno sembrare il percorso, nei suoi punti meno illuminati, uno scenario da presepe, con atleti, podisti, camminatori e famiglie che rientrano verso Feltre, dove le luci illuminano la scena sul rettilineo d’arrivo.
L’Urban Trail misura 10 chilometri circa, con un dislivello di 196 metri.
Ce n’è per tutti i gusti, chi vuol correrla troverà il modo di impegnarsi in una bella sgroppata, con continui saliscendi, che soltanto nel finale mollano un poco; chi vuol passeggiare, invece, potrà godere del fresco della sera e di un tracciato che non stufa mai, perché c’è asfalto, c’è sterrato, ci sono marciapiedi, giardini, scale al coperto e scale all’aperto.

Il percorso è senza dubbio affascinante, pulito e curato dall’organizzazione in ogni suo minimo dettaglio e consente di visitare le parti più significative della cittadella di Feltre, quasi come si fosse accompagnati da una guida.
Si passa per il percorso della Sentinella, per le caratteristiche scalette vecchie, giù per le Beccherie, su per il Pascolet e il Bus de l’och e poi ancora san Rocco, il castello e piazza Maggiore, lo sterrato del bosco Drio le rive e poi tutto d’un fiato ci si porta verso il Telva, ormai al tramonto, qui è meraviglioso ascoltare i rumori della natura e il respiro affannato o meno di chi vi corre a fianco. Il rientro verso la linea del traguardo è una lunga volata, dove far correre le gambe.
Proprio in quel momento vi verranno in mente le parole dello scrittore Elio Vittorini che, di ritorno verso la città vecchia dal buio del Telva, esclamava: “porco mondo è bellissima Feltre”.

Questa mattina a Belluno, nella sede della Provincia, Gian Pietro Slongo per l’Associazione Giro delle Mura, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Girolamo Fiandra Bentivoglio, insieme a Franco Magrin per il Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco e a Davide Giozzet in rappresentanza della Sport ASSI hanno presentato l’iniziativa “Mura Solidali”. Alla presentazione hanno salutato gli ospiti presenti, il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin, il presidente provinciale del Coni, Luciano Trevisson, Enrico De Bona del Comune di Ponte nelle Alpi e l’assessore del Comune di Lamon, Mariuccia Resentera.
L’iniziativa nata nel 2017 per supportare le realtà sportive di Amatrice, all’indomani del terremoto, quest’anno sarà a favore di “Dolomiti Orizzonte Paralimpico”.

L’Associazione Giro delle Mura e i Vigili del Fuoco sono da sempre molto vicini al mondo del volontariato, anche in occasione della trentesima edizione, i ricavati della cena che venerdì sera anticiperà il via del Giro delle Mura del giorno successivo, saranno devoluti per supportare il progetto “Dolomiti Orizzonte Paralimpico”.
Il progetto, fortemente voluto da Oscar De Pellegrin, ideato dall’ASSI Onlus (Associazione Sociale Sportiva Invalidi) e dalla Sport ASSI, ha lo scopo di rendere lo sport paralimpico un’opportunità reale, concreta, diffusa e partecipata nell’intera provincia.

Il traguardo da raggiungere è ben definito. E orientato alla partecipazione di almeno un atleta bellunese alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Sì, un traguardo ambizioso, ma tutt’altro che utopistico. Specialmente se rafforzato dal binomio con il Giro delle Mura, in un ideale filo rosso che lega il mondo del podismo a quello paralimpico.

Per dare forma e sostanza al progetto, è necessario individuare e puntare su alcune discipline mirate, già concretamente praticabili o adatte per essere sviluppate sul nostro territorio. Andranno poi potenziate le collaborazioni con gli istituti scolastici, l’Unità Operativa di Fisiatria e Riabilitazione dell’ULSS 1 Dolomiti e il Centro di riabilitazione di Lamon.
Ma l’elemento forte e centrale riguarda la creazione di un Centro di riferimento per l’avvio all’attività sportiva paralimpica, creato ad hoc con lo scopo di coinvolgere a 360 gradi la persona con disabilità nel percorso di avvicinamento allo sport.
In concreto, il Centro si occuperà di capire le reali possibilità dell’atleta e quali discipline sono effettivamente praticabili. Fornirà poi un concreto supporto allo svolgimento dell’attività, grazie a una serie di contatti con le altre realtà presenti sul territorio. E si occuperà di individuare gli ausiliadatti, oltre a organizzare prove e test pratici, con tecnici specializzati e in collaborazione con le Federazioni. Non mancherà, infine, il sostegno e l’affiancamento costante da parte di uno psicologo e di allenatori specializzati.

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